Prima meta del viaggio: una magica città! Per raggiungerla si può scorgere la via solo alle prime luci dell’alba. Una destinazione che richiama viaggiatori di ogni dove! Una zona di confine in cui la realtà si mescola con l’immaginario. Il fatto stupefacente è che questa località è reale e proprio lì, assieme a impavidi compagni, mi sono diretto.

Il fato ci ha assistito col tepore del sole e con una comoda stalla per riporre i nostri stanchi cavalli. Giunti alle mura di questo sorprendente luogo, già un tumulto d’avventurieri composto dalle più svariate razze, tentava d’assalire l’area games! Ero a conoscenza di una scorciatoia ben sicura per entrare furtivamente ma una guardia dall’occhio lungo ci ha subito fermati e, imitando re Leonida con l’ambasciatore persiano, ci ha respinti nel turbinio di braccia, spade, ragnatele e orsetti gommosi.

All’interno di un palazzo, con il loro magico scintillio erano esposti gli armamentari, i tomi e i forzieri traboccanti di svariati oggetti forgiati dalle abili mani di nani, elfi e stampanti 3d. Avanzando con difficoltà tra i banconi dello spaccio ho avuto modo di vedere Superman comprare un fumetto di Lamù, Hulk Hogan condividere la sua bibita energetica con il dottor Octopus e mentre Naruto intraprendeva un’incalzante lotta contro Spawn, perché gli aveva pestato una delle sue code, Wolverine ci provava spudoratamente con un’avvenente Catwoman!

Il rancio è stato consumato fugacemente al di fuori delle mura, con una porzione di ramen ben caldo. In sostanza una brodaglia rivitalizzante il cui sapore varia dal ferruginoso sangue di drago al più comune insaccato di troll, dallo speziato gusto di salamandra al gommoso copertone affumicato.

Uno squillo di tromba e velocemente siamo entrati nell’arena al cui interno un mago stava sfidando un gargoyle di ferro. Non abbiamo fatto in tempo a risolvere l’enigma della sfinge che uno spaventoso fulmine rimbalzato sulla corazza del mostro è piombato su di noi e per poco non ci seccava tutti!

Al bazar non è stato facile resistere alla tentazione di dilapidare i nostri averi duramente guadagnati in lunghe ed estenuanti avventure. All’uscita mi sentivo come Ulisse legato all’albero maestro della nave dopo essere passato accanto alle sirene. Il nome di una pozione magica ha però attratto il mio sguardo e un simpatico treant mi ha senza indugio convinto a comprarla: “Respiro del bosco”. Si tratta di un cofanetto al cui interno è presente niente popò di meno che l’essenza primordiale degli alberi, mica pizza e fichi insomma!

Con il calar delle tenebre anche gli ospedalieri, con la loro pelle rossa, hanno tirato un respiro di sollievo riponendo gli oli e gli unguenti nei loro bauli. E mentre gli avventurieri provenienti da altri monti assalivano l’area dei portali magici, noi ne abbiamo approfittato per fagocitare al volo un panino tipicamente toscano: affettato di folletto burlone, senza fontina perché esaurita. Non male!

Recuperati i nostri cavalli, colmi ancora di spirito avventuroso ci siamo diretti al galoppo verso nord, dove dopo non poco tempo e un Morfeo che incombeva di continuo, una branda ci ha accolti per risanare le nostre stanche membra.

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