Inizia un nuovo viaggio, una nuova avventura che mi porterà in un mondo a me ignoto. Esploratori esperti dicono essere traboccante d’insidie, ma io credo sia anche pieno di soddisfazione. Ho preparato lo zaino, caricato la borraccia, controllato la bussola e affilato l’Opinel.

Mi fa un effetto strano vedere il manoscritto impaginato per bene, come se l’eco della Terra risalisse dai piedi e mi scuotesse come un albero in autunno. In prima pagina, al pari d’una testata giornalistica, il mio nome e il titolo che per tanto tempo ha riecheggiato nella mente. Sfoglio le pagine, una dopo l’altra, e mi rendo conto che racchiudono parte della mia vita, influenzate dalla mia storia.

Un’avventura che dedico a una compagna di viaggio che riempie la mia esistenza come non avrei mai potuto lontanamente sognare. Scopro di non aver più paura di valli tenebrose, oceani in burrasca, terremoti e deserti aridi perché ho al mio fianco il mio punto di partenza e la mia meta.

Infine i ringraziamenti alle persone che mi hanno sostenuto in questi anni, che hanno creduto in me, che hanno messo un ricordo all’interno del mio zaino, parte di se stessi. Così, ben saldo, mi ritrovo un otre colmo d’un liquore che non si può comprare da nessuna parte. Un liquore caldo, denso e profumato di cui basta un sorso e ci si sente subito a casa, anche se si è nel luogo più sperduto del mondo. Senza di loro probabilmente non avrei avuto neppure il coraggio di varcare la soglia.

Volto il libro e una frase mi dice che nulla è come sembra, c’è qualcosa che va oltre alla realtà del quotidiano, un’essenza più profonda e vera. Una forza misteriosa che mi fa caricare lo zaino in spalla e con il sorriso fare il primo passo.