Un giorno l’eroe Pus chiamò me e Anus per riferirci un’importante decisione: avrebbe lasciato la sua terra natia per raggiungere il lontano nord, terra di leggende e mostri, di squartatori e pony! Necessitava però di recarsi dai suoi Padri per congedarsi e avere la loro benedizione per il futuro. Questo implicava una nuova grande avventura: raggiungere Cima Grappa!

A casa di Pus abbiamo verificato le nostre attrezzature e steso la lista dei viveri necessari per sopravvivere al clima rigido della Cima. La Gazzetta dell’Eroe comunicava che si sarebbe abbattuta una tormenta di neve proprio il giorno scelto per intraprendere il viaggio. Abbiamo colto il fatto come una sfida e di certo non ci siamo tirati indietro!

Una volta preparati gli zaini, verificato la bussola, affilate accette, coltelli e roncole, ritirati i cavalli da Emil Jellinek ci siamo recati all’emporio per comprare la nuova cotta di maglia di Anus. Quella che aveva portava fin troppi segni di precedenti battaglie ed era giusto darle il meritato riposo.

L’indomani alle prime luci dell’alba una fitta nebbia ostacolava il nostro incedere verso le montagne ma eravamo in possesso di un’inebriante rimedio contro la tristezza: il profumo del pane appena sfornato! Grazie a quello abbiamo sorriso alla foschia e, senza perdere lo spirito, accolto con gioia la tormenta annunciata dalla Gazzetta appena giunti alla base della montagna.

Parcheggiati i cavalli, senza titubanze ci siamo diretti verso il rifugio che ci avrebbe ospitati per la notte. Ripido e scivoloso era il sentiero e copiosa neve minacciava d’occultarlo facendoci mettere il piede in fallo. In ruderi di guerre appartenenti a un tempo ormai passato abbiamo avuto modo di scaldarci e rifocillarci quel poco da far tornare la circolazione alla punta delle dita.

WP_20141227_009Ripreso il cammino ci siamo imbattuti nelle impronte di uno yeti e in un gruppo di caprioli che risaliva il pendio scosceso. Solo dopo aver camminato lungo le trincee, dove i nostri avi avevano combattuto per proteggere la terra che amavano e la loro libertà, siamo riusciti ad arrivare al rifugio!

Tolti gli zaini, accesa la stufa che sputava fuoco come se andasse a vetriolo di drago, abbiamo preparato un buon pasto ristoratore! Polenta con gorgonzola e salsicce fresche fresche di capriolo, olivette ripiene, pomodorini secchi e pecorino, risotto di zucca con funghi, il tutto accompagnato da due fusti di ottima birra! Con di sottofondo l’ululare del vento, che allontanava le nuvole, non ci siamo fatti mancare di giocare d’azzardo! Siamo dovuti uscire dal bivacco per allontanarne un troll di caverna ma, in compenso, prima d’entrare nei rispettivi giacigli ci siamo soffermati ad osservare l’incantevole stellata!

WP_20141227_027Il giorno seguente, con il sole che illuminava il nostro cammino e il vento che ci sospingeva verso la cima, siamo giunti alla meta! Il panorama era mozzafiato e l’ossario innevato ne faceva da padrone.

Al nostro ritorno alla base della montagna i cavalli hanno mostrato qualche resistenza nel voler tornare a casa, ma con un paio di zuccherini abbiamo risolto rapidamente la questione!

Vi lascio con un’immagine di Pus che contempla la terra dei suoi Padri, nella speranza che la loro benedizione lo accompagni per il resto della sua vita! Alla prossima avventura!

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